Eros e primordio al tempo dei mutanti
di Felice Cervino



 Ricordate il compiacimento di Virgilio quando Dante per essere in perfetta sintonia con il crudo/giusto volere divino maledice Filippo Argenti nel canto VIII dell’Inferno e disprezza il suo pianto? “Benedetta tua madre che ti ha partorito” sentenzia la saggia guida e, con il pellegrino che si fa vanto d’averlo avuto per maestro e autore, si compiace dello strazio che il misero dannato subisce ad opera degli altri infelici come lui. Costretto a sfogare l’ira rabbiosa su se stesso: “...In se medesimo si volvea coi denti”.

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