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Nulla quindi è più precario della condizione che ha senso nell’armonia. E’
superfluo soffermarsi sui naturali eventi che dominano la scena del mondo:
le esorbitanze della viva carne che travolgono vittime e carnefici,
riutilizzano il mito eterno del caos che deride gli equilibri e le armonie,
gode del puro istinto, a immagine e somiglianza di natura, giustifica il
transito vitale.
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