Specie mortale
di Valerio de Filippis

 

"Ogni elemento della sequenza delle opere
pittoriche di de Filippis è trasporto e coniugazione
di gesti insani lungo i bordi della follia, dell'altra ragione, per un amore forcluso e senza ritorno".

Santa Fizzarotti

 


Rispetto all’Arte Contemporanea, non vado oltre il corpo, nel senso che per me esso rimane Soggetto e non già Oggetto rappresentato in modo traumatico (Orlan, Nitsch Scuola di Vienna, performances).
Traspare il tentativo di “voler ricondurre tutte le esperienze di questi ultimi anni riconducibili all’interesse per il corpo ad una unità diversamente fondata.(…) Ecco dunque che il corpo, martoriato, offeso, assalito, riappare, al di là del mezzo usato, al di là del registro espressivo adottato, con tutta la sua capacità di attrarre e respingere, di sedurre e di disorientare, di coinvolgere e di annichilire. E’ un corpo segnato dal dolore, ma anche un corpo che non rinnega il piacere che avrebbe potuto donare o donarsi. E’ un corpo teso fino allo spasimo ma anche smarrito dei meandri della sua stessa tensione”. (2)

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NOTE

Melted

2004 - T.m. su legno, cm (80x90)