Rispetto all’Arte Contemporanea, non vado oltre il corpo, nel senso
che per me esso rimane Soggetto e non già Oggetto rappresentato
in modo traumatico (Orlan, Nitsch Scuola di Vienna, performances).
Traspare il tentativo di “voler ricondurre tutte le esperienze
di questi ultimi anni riconducibili all’interesse per il corpo ad
una unità diversamente fondata.(…) Ecco dunque che il corpo,
martoriato, offeso, assalito, riappare, al di là del mezzo usato,
al di là del registro espressivo adottato, con tutta la sua capacità
di attrarre e respingere, di sedurre e di disorientare, di coinvolgere
e di annichilire. E’ un corpo segnato dal dolore, ma anche un corpo
che non rinnega il piacere che avrebbe potuto donare o donarsi. E’
un corpo teso fino allo spasimo ma anche smarrito dei meandri della sua
stessa tensione”. (2)
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