Cessione del Quinto nel 2016: cosa devi sapere

Cerchi maggiori informazioni sulla cessione del quinto? Sei nel posto giusto.

In collaborazione con Marco Germanò, autore della guida alla cessione del quinto presente sul sito di Prestitimag, abbiamo creato per te una risorsa di approfondimento che risponderà a tutti i tuoi dubbi. Buona lettura!

Che cos’è la cessione del quinto?

La cessione del quinto dello stipendio è una forma di finanziamento che prevede il rimborso del prestito ottenuto con addebito sullo stipendio o sulla pensione. E’ una forma di credito tra le più antiche, essendo regolamentata dal D.P.R. n. 180 del 5 gennaio del 1950, che successivamente è stato aggiornato dalla Legge n. 80 del 14 maggio 2005 e dal D.P.R. 895/50.

Grazie a questo tipo di credito è possibile ottenere un prestito sicuro ed in breve tempo, senza peraltro dover fornire molte garanzie, poiché si tratta di denaro protetto da elevate coperture assicurative.

Devi anche sapere che il rimborso delle rate viene effettuato dal datore di lavoro, nel caso di dipendenti pubblici e privati, o dall’istituto previdenziale, se sei un pensionato. Sono infatti costoro che provvederanno a versare le rate a favore dell’istituto che ti avrà erogato il prestito. Per cui si tratta di uno dei finanziamenti più semplici da ottenere ed anche tra i più comodi.

Tu non dovrai fare altro che presentare una richiesta all’ente erogante del prestito, che potrà essere la tua banca, una qualsiasi società finanziaria o un mediatore creditizio, che sin dall’inizio cureranno tutta la pratica istruttoria.
Il datore di lavoro sarà obbligato ad accoglierla poiché non corre alcun rischio, proprio perché a garantire sarà la tua busta paga.

Sarà compito di quest’ultimo trattenere dal tuo stipendio la quota della rata a favore dell’ente erogante, e lo dovrà mettere in pratica ogni mese e per tutta la durata del finanziamento.

Perché il prestito viene denominato cessione del quinto? Il finanziamento prende questo nome perché come da normativa l’importo della rata non deve eccedere la quinta parte dell’ammontare del tuo stipendio o della pensione mensile, calcolati al netto. Sembra difficile da capire, ma non lo è. Più avanti ti spiegherò con un esempio pratico il calcolo della cessione del quinto.

E’ importante che tu sappia però che, nel caso avessi già delle ulteriori trattenute in busta paga, a causa di altri finanziamenti o per pignoramenti, la cessione del quinto potrà coesistere con queste, purché la somma complessiva delle detrazioni non superi la metà dell’importo dello stipendio netto.

Chi può chiedere la cessione del quinto

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è rivolto a tutti coloro che hanno una busta paga o una pensione. Non importa se sei un dipendente pubblico o privato, l’importante è che tu abbia un contratto di lavoro a tempo indeterminato e che abbia cominciato a lavorare per il tuo datore di lavoro già da qualche mese.

La cessione del quinto è rivolto quindi a tutti i lavoratori delle pubbliche amministrazioni e delle aziende private che abbiano un rapporto stabile di impiego a norma, e con uno stipendio fisso e continuativo. Tra costoro rientrano anche gli impiegati civili e militari delle amministrazioni dello Stato.

Per farti rendere conto se anche tu puoi richiedere questa particolare forma di prestito, di seguito ti elenco i principali soggetti abilitati a riceverla.

La cessione del quinto può essere richiesta da:

  • Dipendenti pubblici con stipendio o salario impiegati a tempo indeterminato presso gli Enti comunali, provinciali e regionali, le istituzioni pubbliche di assistenza, le aziende e le imprese che forniscono i servizi pubblici municipalizzati, di comunicazioni o di trasporto e coloro che lavorano presso le aziende private. In queste categorie sono compresi i ferrovieri, i lavoratori delle poste, i medici convenzionati, i dipendenti para-pubblici ecc.
  • Dipendenti pubblici delle amministrazioni dello Stato, tra cui anche gli impiegati militari con un rapporto stabile di impiego e provvisti di stipendio fisso e continuativo..
  • Dipendenti con contratto a tempo determinato, in questo caso la scadenza di rimborso deve essere uguale o inferiore alla scadenza del contratto di lavoro.
  • Pensionati, sia pubblici che privati

I lavoratori che invece non potranno accedere ad un prestito di questo tipo sono quelli autonomi o i dipendenti con un contratto a termine o a progetto o con uno stipendio temporaneo. Tra questi rientrano tutti coloro che sono in cassa integrazione o in congedo per maternità o per infortunio.

Non potranno richiederlo neanche i dipendenti con un rapporto di parentela con il proprio datore di lavoro, coloro che lavorano presso le aziende private con uno scarso coefficiente assicurativo e tutti gli anziani titolari di una pensione bassa, o soltanto di quella di invalidità o di inabilità.

Garanzie per ricevere la cessione e assicurazioni obbligatorie

La cessione del quinto è un tipo di finanziamento che prevede il possesso di determinati requisiti anche da parte dell’azienda in cui presti il tuo lavoro. Nel caso in cui infatti dovessi essere impiegato presso una ditta con problemi di liquidità, con un capitale sociale al di sotto di un minimo stabilito, o che abbia un numero di personale esiguo, di norma al di sotto dei quindici dipendenti, non potrai fare richiesta del prestito all’ente finanziatore. L’assicurazione in questi casi infatti non approverebbe la copertura per il rischio d’impiego.

Ma per la cessione del quinto è prevista pure la sottoscrizione di una assicurazione? La risposta è affermativa. Non ne abbiamo ancora parlato, ma la legge prevede che colui che stipula un contratto per ottenere questo tipo di prestito è obbligato anche alla firma di una copertura assicurativa.

Si tratta di una polizza che protegge il finanziamento richiesto dal rischio vita e dal rischio impiego. Pertanto, nel caso si dovesse verificare il decesso di chi aveva richiesto il prestito, interviene l’assicurazione, che si occuperà di estinguere il debito ancora dovuto ed eccedente il TFR cumulato, senza peraltro rivalersi sugli eredi del richiedente.

Potresti ciò nondimeno trovarti nella spiacevole situazione di perdere il tuo lavoro. E’ questo il cosiddetto “rischio di impiego”. La polizza assicurativa che avrai stipulato servirà ad estinguere il tuo debito. La compagnia assicurativa potrà rivalersi anche su di te, ma ricordati che lo potrà fare soltanto nei limiti del TFR che avrai maturato fino a quel momento. Al fine di salvaguardare queste garanzie, tu però, secondo la legge e per tutta la durata del finanziamento, non potrai ovviamente chiedere anticipi sul trattamento di fine rapporto.

Per poter richiedere il finanziamento, abbiamo infatti visto che bisogna avere un’anzianità minima di lavoro, che in genere è di qualche mese e comunque dipende dall’ente erogatore del prestito. Per cui l’ammontare del finanziamento deriverà principalmente dall’importo mensile del tuo stipendio, dalla tua anzianità lavorativa e, per i dipendenti di aziende private, dal TFR che avrai maturato.

Va da sé che nel caso possedessi un’anzianità lavorativa ed un TFR di una certa consistenza, avrai più possibilità di ricevere un finanziamento elevato dal tuo istituto erogatore. Tieni comunque presente che il denaro che avrai ottenuto lo potrai utilizzare per qualsiasi tipo di spesa. La cessione del quinto infatti non è un finanziamento finalizzato, per cui non sei obbligato a dichiarare all’ente finanziatore a cosa ti serve il denaro avuto in prestito e non dovrai neanche giustificarne l’utilizzo.

Tassi della cessione del quinto

In questo paragrafo ti spiegherò in cosa consistono i tassi della cessione del quinto.
Con la richiesta della cessione del quinto si stipula una sorta di contratto con l’istituto al quale si chiede il prestito, ad esempio la banca. Nel documento andranno indicati, oltre all’ente erogatore, al beneficiario del prestito e al datore di lavoro, anche la durata del credito, l’ammontare della rata, la copertura assicurativa e la modalità di erogazione (assegno o bonifico bancario).

Per quanto riguarda l’importo da restituire, andranno indicati anche il tasso di interesse applicato annualmente al tuo importo (T.A.N.), il tasso annuo effettivo globale, ossia il T.A.E.G., il numero delle rate da pagare e la loro periodicità. Il tasso di interesse è fisso come anche la rata mensile.

Per capire a quale ente erogatore rivolgerti per ottenere il prestito alle condizioni migliori, dovresti richiedere più preventivi ai diversi istituti di credito. E’ altresì importante che, in ogni prospetto informativo ricevuto, tu tenga presente il T.A.E.G., ossia il Tasso Annuo Effettivo Globale, che è quello che ti farà propendere nella scelta di una banca piuttosto che un’altra. Esso è il reale l’indicatore che identifica il costo finale del tuo finanziamento, poiché tiene conto del tasso di interesse annuo netto (T.A.N.), e di tutte le commissioni e le spese di istruttoria collegate al prestito, i premi delle polizze e le imposte, che sono quelle che incidono sul suo effettivo costo.

Altra dicitura che è possibile trovare è I.S.C. ossia Indicatore Sintetico di Costo.

Calcolo della cessione del quinto

E’ arrivato il momento di capire come effettuare il calcolo della cessione del quinto dello stipendio, e lo facciamo attraverso un semplice esempio pratico. Abbiamo già detto che l’importo della rata mensile non dovrà essere superiore del 20 per cento (1/5) dello stipendio o della pensione netta. Pertanto per il calcolo dovrai prendere in considerazione l’importo del tuo stipendio al netto delle ritenute. Nel conteggio rientrano anche la tredicesima e la quattordicesima, mentre andranno eliminate le tasse, gli assegni familiari, i contributi pensionistici ed anche gli accantonamenti per il TFR.

Per ottenere la retribuzione mensile netta, dovrai dividere l’importo ottenuto per il numero dei mesi dell’anno. Per ottenere invece il valore di un quinto del tuo stipendio, dovrai dividere l’importo netto mensile del tuo stipendio per cinque. Per stabilire la durata del finanziamento, non dovrai fare altro che moltiplicare il valore del quinto ottenuto per il numero di anni di rimborso del prestito, espresso in mesi. Per cui un anno sarà uguale a 12 mesi, due anni a 24 mesi e così via.

Per chiarirti ancora di più le idee, ti riporto un esempio con tanto di numeri ed importi di uno stipendio tipo.

ESEMPIO: Se il tuo stipendio è pari a 900 euro netti al mese, dividi l’importo per 5 e così otterrai il quinto del tuo salario.

900 : 5 = 180€ è la quota cedibile del tuo stipendio (quinto dello stipendio)

Moltiplicando la quota del quinto per la durata del prestito, sarai in grado di ottenere il valore dell’importo del prestito che potrai procurarti. E’ questo il cosiddetto “montante”.

Nel nostro caso decidiamo che il prestito debba avere una durata di 48 mesi.

180 € x 48 (mesi) = 8.640€ sarà l’importo totale del tuo prestito.

E’ importante sapere che la cessione del quinto può avere una durata massima di 10 anni (120 mesi), ed in base alle tue esigenze potrai decidere se usufruire della rateizzazione massima mantenndo una rata mensile bassa, in questo caso pagherai più interessi, o al contrario decidere di “sfruttare” tutto il quinto disponibile ed avere una rata alta con una rateizzazione temporale inferiore.

Il rinnovo della cessione del quinto

Se hai necessità di nuova liquidità potresti valutare di allungare la durata residua del tuo prestito. E’ bene che tu sappia che è possibile farlo solo a determinate condizioni. La cessione del quinto ti offre l’opportunità di essere rinnovata, ma soltanto nel caso in cui sarà già trascorso il 40% del tuo piano di ammortamento. Questo è quanto stabilisce la legge.

Pertanto, se ad esempio hai chiesto un prestito della durata di dieci anni, potrai richiedere il rinnovo della cessione del quinto solo dopo che saranno passati quattro anni, ossia avrai pagato 48 rate. Se invece il tuo piano di ammortamento durasse sette anni, dovrai attendere di pagare le prime 39 rate.

Nel caso in cui invece tu abbia sottoscritto un prestito della durata di cinque anni ed anche meno, potrai chiedere il rinnovo anche prima di aver pagato il 40% delle rate. Tuttavia il nuovo prestito lo dovrai stipulare della durata di almeno dieci anni.

E’ importante sapere che facendo il rinnovo del tuo prestito, ne allungherai la durata senza la modifica sostanziale della rata, che rimarrà dello stesso importo o al massimo varierà di poco. Cosa che invece non sarebbe potuta avvenire, nel caso in cui avessi richiesto un nuovo prestito.

Rimborso anticipato cessione del quinto

Il prestito può anche essere estinto prima della sua durata naturale. Quindi se ti dovessi trovare nelle condizioni di doverne chiedere l’estinzione, ti viene data la possibilità di chiedere il rimborso anticipato della cessione del quinto al tuo ente erogatore. Costui ti fornirà un documento con il conteggio del capitale che ti rimane da pagare.

Con il rimborso anticipato della cessione del quinto, all’importo delle rate andrà aggiunta anche una penale di estinzione, che la banca ti richiederà di versare. E’ una sorta di risarcimento che pretende per i suoi mancati introiti sugli interessi, che non riuscirà a percepire sulle rate che stai andando a pagare tutte in una volta.

Ricordati però che il valore di questa penale non dovrà superare l’1% dell’importo del capitale dovuto. Dunque se il tuo credito residuo è pari a 20 mila euro, la penale che dovrai pagare ammonterà a 200 euro.

Approfondimenti:
Voce della Cessione del Quinto su Wikipedia
TAN e Taeg: quello che devi sapere su Istituto Majorana

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