E’ sempre l’umana carne, dannatamente battuta da tutti gli oltraggi, ad
essere violata ed immolata: decade tra violenza e godimento ed è sempre
l’antica brama del potere a determinare le distanze tra le invenzioni delle
colpe, giustificative delle punizioni, e le esorbitanze delle pene: i
dannati sono esclusi dalla pietà, se è divina sentenza quella che condanna
al dolore infinito.
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