Metamorfosi della percezione*
di
Lorenzo Canova

 



Di fronte alla banalità crescente e al caotico affollamento delle immagini mediatiche, davanti all’intricato labirinto generato dal disordine del mondo, ci si chiede sempre più spesso se le arti visive possano ancora avere un ruolo di indirizzo, di selezione e di raffinamento dei nostri, spesso troppo confusi, stimoli percettivi e della nostra vita sensoriale.
L’arte negli ultimi cento anni si è posta spesso di fronte a questo problema fondamentale, che ha avuto una parte importante nella grande speranza delle avanguardie storiche di trasformare la vita e il mondo secondo i loro canoni estetici. Non a caso, per esempio, il Futurismo ha cercato un coinvolgimento diretto e consapevole con i mass media e un loro rinnovamento, com’è successo con la radio rimodellata dalla visione profetica di Marinetti, senza trascurare l’apertura definitiva ad una dimensione polisensoriale da cui sono scaturite le basilari e feconde teorizzazioni e sperimentazioni sul tattilismo e sul polimaterismo che hanno avuto un ruolo centrale nella storia dell’arte del Novecento. Analogamente, anche la videoarte ai suoi primordi era concepita perlopiù come una critica e una risposta possibile a quella che gli artisti consideravano la pericolosa mediocrità del medium televisivo, senza dimenticare poi il rapporto complesso e dialettico della Pop art con il mondo delle merci e della comunicazione massificata giunto a influenzare anche il linguaggio pubblicitario da cui inizialmente aveva esplicitamente ripreso immagini, stimoli e suggerimenti.
Su questo filone si è del resto mossa una parte significativa dell’arte attuale, attenta alla contaminazione con i media e a una loro possibile rivisitazione critica ottenuta anche grazie alla sua differente temporalità e alla sua più meditata dimensione esecutiva che permette una riflessione approfondita che si lega alle ricerche più avanzate nel campo della pittura, della scultura e dell’installazione, della fotografia, del video e del digitale con le loro indagini che analizzano e rileggono la stratificata e contraddittoria realtà delle immagini contemporanee.

 

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Figura

2007 - t.m. su legno (cm. 125 x111)