“Il dolce naufragio”

Nell’immaginario collettivo, le Sirene sono degli esseri antropomorfi, che hanno sembianze femminili nella parte superiore del corpo, nella parte inferiore sono a forma di pesce.
Tutto ciò trae origine dalla mitologia greca, ove le Sirene erano donne bellissime che con il loro canto suadente ammaliavano i navigatori e li attiravano verso terra, dove essi trovavano la morte. Omero ne fa cenno, al libro XII, allorquando Ulisse nel suo perenne viaggiare le incontra sulle italiche coste, e per non cedere alle loro lusinghe e al loro canto, si fa legare all’albero maestro della sua nave, vincendo quindi la forza suadente delle Sirene ed evitando morte sicura.
Oggi noi vediamo le Sirene come simbolo di un amore irraggiungibile, sono delle bellezze che trascendono le loro forme, incarnano la bellezza femminile sognata, eterea, sublime.
Le Sirene “moderne” sono delle muse ispiratrici di poeti intimisti e di artisti che rappresentano la figura femminile con grande pregio e delicatezza.
In questa direzione noto l’ispirazione e l’utilizzo nei suoi quadri delle Sirene da parte di Valerio de Filippis, un assai talentuoso e poco schematico artista romano che viaggia nella pittura spaziando virtuosamente in vari generi descrittivi, rappresentando con grande efficacia il mito delle Sirene. Le sue Sirene incarnano il fascino femminile, parlano dell’eros che vogliono esprimere, hanno corpi che attirano l’osservatore, ma si tratta sempre di un amore irraggiungibile sublimato.
Le opere di Valerio de Filippis sono delicate, eleganti con connotati classici nelle strutture e nelle forme, ma l’autore impregna la sua tela talvolta con colori esuberanti e con tanta energia tanto da voler avvolgere e abbracciare chi si accosta ad osservare le sue opere.
In alcuni quadri vengono raffigurati dei guerrieri, simboli di forza e mascolinità, ma anche di bruttura della guerra e di cattiveria umana; qui, comunque, nelle sue opere sono sì forti i guerrieri, ma a mio avviso, sono posti a protezione della figura femminile come custodi del mito delle Sirene, come difensori dell’amore immaginato, del sentimento puro che l’uomo prova per la sua donna.
Sono felice di poter ospitare nella mia galleria una persona che oggi riesce ad esprimere tanto nelle sue opere.


Giuseppe Campanale