Specie mortale
di Valerio de Filippis

 

"Ogni elemento della sequenza delle opere
pittoriche di de Filippis è trasporto e coniugazione
di gesti insani lungo i bordi della follia, dell'altra ragione, per un amore forcluso e senza ritorno".

Santa Fizzarotti

 

Il corpo, nella mia pittura, non è raffigurato allo scopo di rappresentare la bellezza o conclamare la forza o il vigore, né i soggetti dialogano quasi più fra di loro in linguaggi simbolici o metaforici, come avveniva nei classici, dove alludevano a qualcosa nella costruzione del tema dell’opera. Ma analogamente, come avveniva ad esempio nel Caravaggio, “il corpo appare all’improvviso alla ribalta di luci inquietanti e fosche che si nutrono delle tenebre eterne del dolore più oscuro e profondo dell’essere umano”. (1)

<< index
Home
successiva >>
NOTE

When where who what

2003 – Tecnica mista su legno, cm (90x100)